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Il candomblé e l'umbanda

 (In Italia gruppi si radunano in case private; altri – presenti talora anche su Internet – hanno intenti puramente commerciali e usano il nome “umbanda” per vendere semplici servizi magici a pagamento)
In Brasile, il candomblé e le altre religioni afro-brasiliane hanno incontrato un vigoroso movimento spiritista, influenzato in particolare dallo spiritismo francese di Allan Kardec. L’incontro tra il kardecismo e i culti afro-brasiliani dà vita a un sincretismo di secondo grado, in cui nei medium oltre ai tradizionali orixàs (che abiterebbero un piano più alto rispetto agli altri spiriti e avrebbero nei loro confronti un ruolo di guida) discendono gli spiriti dei morti. Migliaia di terreiros sono così passati all’umbanda, ed è nata anche una Federazione Umbandista che ispira in Brasile, e ormai in tutta l’America Latina, con qualche propaggine in Europa, un vasto movimento.
La Federazione Umbandista, cui peraltro non aderiscono tutti i terreiros dell’umbanda, in relazione ai quali informazioni e collegamenti sono assicurati pure (ma anche qui senza che lo strumento goda di un consenso generale) dal bollettino elettronico Boletim Saravá Umbanda, rappresenta rispetto ai culti afro-brasiliani “puri”, molto legati all’autonomia del singolo terreiro, una realtà assai più strutturata. Vi convivono, peraltro, diverse tendenze: una più kardecista, una “cristiana” (più apertamente sincretista), una esoterica (con spunti tratti soprattutto dalla Società Teosofica) e una “sanciprianista”, dove acquista importanza un testo di magia di origine europea diffuso in Brasile, il Libro di San Cipriano.
Alcuni studiosi lamentano la “corruzione” che la spontaneità dei riti afro-brasiliani subisce quando questi si trasformano in umbanda e sono, per così dire, “ricolonizzati” dall’uomo bianco. Nonostante queste critiche, l’umbanda ha manifestato – oltre a un grande successo in Brasile - una notevole potenzialità missionaria, rivelandosi forse più adatta all’esportazione di quanto siano i riti afro-brasiliani cosiddetti “puri”.
B.: Oltre alle opere di carattere generale sulla religiosità afro-brasiliana, cfr. Pierluigi Lattuada, Sciamanesimo brasiliano: il simbolismo, l’iniziazione, le pratiche di guarigione dell’Umbanda, Xenia, Milano 1989; Angelina Pollak-Eltz, Umbanda en Venezuela, Fondo Editorial Acta Cientifica Venezolana - Consorcio de Ediciones Capriles C.A., Caracas 1993.
 
Il Candomblé è un culto molto antico che annovera numerosi seguaci in tutto il Brasile: la filosofia, i misteri, le credenze, ed i rituali specifici ne fanno una vera e propria religione, totalmente indipendente e  differente dalle altre. La parola Candomblé deriva dalle lingue Africane e originariamente il suo significato era "danza", perché danzando e cantando si invocavano le divinità. Oggi invece è il termine che designa il culto Brasiliano degli Orixás:  ovvero le divinità che si identificano con forze della natura: vento, tuoni, fiumi, amore,  ecc..

Il Candomblé ha subito molte influenze dai gruppi etnici di appartenenza  (Congo, Angola, Guinea..) che ne determinavano gli apporti culturali e religiosi. Ogni tendenza ha i propri riti, la sua lingua, e i suoi Orixás. Tra tutti i gruppi, quello più famoso è di osservanza Nagô-Yoruba, originario della  costa della Guinea. che sono stati tra i primi a fondare un centro per il culto del Candomblé nel 1830.

Il nucleo fondamentale del Candomblé è l'incontro con il sacro per mezzo della possessione: nei riti che si celebrano nelle cerimonie del Candomblé. Vengono tenute in costruzioni semplici ma particolari che si chiamano Barracão, sempre site in un giardino.  Sono feste destinate a onorare e celebrare gli Orixás, che possono durare anche una notte intera.  Gli Orixás possiedono i corpi delle Mãe-de-Santos (sacerdotesse) e scendono in mezzo ai fedeli per  danzare al ritmo di canti e tamburi e ridistribuire l'energia vitale: L'Axé. Indossano dei costumi molto particolari e portano l'allegria.  Durante la festa compiono il loro operato e si ristorano con le offerte portate in loro onore. 

Gli  Orixá più  importanti sono Oxalá, Xangô, Oxum, Oxossi, e Iemanja che rappresentano le forze spirituali che danno origine all'Umbada, la cosiddetta magia bianca. 

Molti Orixás si identificano con i Santi della religione cattolica, per esempio Oxalá si identifica con Gesù Cristo.  Questo perché  gli schiavi africani, per far sopravvivere le loro religioni  dovettero accettare la conversione nella religione cattolica, continuando così ad adorare le loro divinità sotto le spoglie dei Santi Cattolici.

Questo fenomeno si chiama "Sincretismo" ed è quello che ha permesso agli schiavi di mantenere viva la propria cultura.

Il Candomblé è una religione che esalta la vita e invita a vivere "qui e ora" seguendo i ritmi dell'esistenza in continua comunicazione con il mondo spirituale da cui trae forza e consiglio.

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