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Cultura

Balli di sala e di piazza

Il primo ballo di maschere di cui si ha notizia in Brasile fu svolto presso l’Hotel Italia in largo do Rocio, a Rio de Janeiro nel 1840, per iniziativa dei proprietari italiani dell’albergo, influenzati dal successo dei grandi balli in maschera che si tenevano in Europa. Il risultato fu tale che questa esperienza fu replicata da molti altri sottolineando così, anche attraverso il carnevale, le differenze sociali nella società brasiliana dell’epoca: da un lato la festa di strada di profilo spontaneo e popolare; dall’altro, i balli di sala graditi soprattutto alla classe media emergente del paese. Dalle sale, i balli si trasferirono nei teatri, animati principalmente dal ritmo della polka – primo genere ad essere adottato come musica carnevalesca in Brasile – e, più tardi, dal suono di quadriglia, valzer, tango, charleston e maxixe.
Fino ad allora questi ritmi erano eseguiti soltanto in versione strumentale. Solo dopo il 1880 i balli passarono ad includere la versione cantata, intonata da cori. Nel 1907 fu realizzato il primo ballo infantile, dando inizio alle famose matinee. Le novità non finirono lì e le modalità si moltiplicavano, con  feste organizzate dalle famiglie, balli all’aria aperta, danze infantili fino ai balli al circo. Nel 1909 fu organizzato il primo concorso in cui veniva premiata la donna più bella, la fantasia più fervida nella realizzazione dei costumi e la migliore danza. I premi consistevano in gioielli preziosi e soltanto gli uomini avevano diritto di voto. Infine, il carnevale cominciò a crescere di anno in anno entrando a pieno titolo nella realtà culturale del paese, mentre in Europa sarebbe iniziata una fase di decadenza. Nello stesso periodo la classe media si preparava ad invadere le strade con un’altra novità: le sfilate di carri allegorici. Pioniere fu lo scrittore José de Alencar, uno dei fondatori di una società denominata  Sumidades Carnevalescas.

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