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Cultura

Le percussioni e la “rivoluzione” di Zé Pereira

Fino alla comparsa delle prime scuole di samba, i cortei carnevaleschi chiamati sociedades predominavano nel carnevale carioca. Il primo gruppo a sfilare, nel 1855, si chiamava Congresso das sumidades carnavalescas. Le società erano gruppi o aggregazioni che trovavano motivo di competizione nel realizzare allegorie o satire del governo. Con il tempo, il numero di società si moltiplicò; ma competizione e contrasti interni finirono con il ridurne il numero a tre grandi gruppi che si consolidarono e che caratterizzarono le manifestazioni dell’epoca: Tenentes, Democraticos e Fenianos. Nel 1846 vi fu una novità che rivoluzionò il carnevale di Rio: la comparsa di Ze’ Pereira (suonatore di bumbo).
Per alcuni, tra cui alcuni studiosi, questo era il nome o il soprannome dato al cittadino portoghese José Nogueira de Azevedo Paredes, che si dice avesse introdotto in Brasile l’abitudine portghese di animare lo spirito carnevalesco al suono delle percussioni bumbos, zabumbas e tabores, suonate disordinatamente per le strade. Questa novità si espanse rapidamente e il successo di Zé Pereira divenne tanto grande che, 50 anni più tardi, una compagnia teatrale decise di rappresentarlo in una parodia della piece Le pompiers de Nanterre, intitolata Zé Pereira Carnavalesco, nella quale l’attore Francesco Correia Vasquez cantava su musica francese una quadrilha che sarebbe diventata famosa: 
"E viva o Zé Pereira
Pois que ninguém faz mal
Viva a bebedeira
Nos dias de carnaval".
Evviva Zé Pereira
Poiché nessuno fa del male
Viva la sbornia
Nei giorni del carnevale 
Scomparso all’inizio del ‘900, Zé Pereira lasciò come suoi successori la cuica, il tamborim, il reco-reco, il pandeiro e la frigideira, strumenti che accompagnavano i blocchi de sujos che ancora oggi animano le scuole di samba brasiliane.

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